Organizzare la struttura di un sito web professionale significa decidere quali pagine creare, come collegarle tra loro e a quale livello inserirle. Dal 28 giugno 2025, la direttiva europea sull’accessibilità impone anche di progettare i percorsi utente (ricerca, modulo, pagamento) fin dalla fase di progettazione, rendendo l’architettura del sito un elemento centrale degli obblighi di legge per i siti di e-commerce interessati.
Profondità dei clic e collegamenti interni: due aspetti che l’architettura del sito deve risolvere
La maggior parte delle guide alla struttura del sito si concentra sull’elenco delle pagine da creare. Il vero problema si pone a monte: quanti clic separano ogni pagina dalla home page e in che modo le pagine sono collegate tra loro.
Per un sito professionale è consigliabile limitare la profondità a un massimo di tre livelli. Oltre questa soglia, i visitatori abbandonano il sito e i motori di ricerca indicizzano meno efficacemente le pagine più profonde. In pratica, partendo dalla home page, un utente dovrebbe poter raggiungere qualsiasi pagina di servizio o contenuto con non più di tre clic.
I collegamenti interni completano questa logica verticale con link orizzontali. Una pagina «servizio A» può rimandare a una pagina «caso di studio», che a sua volta rimanda alla pagina «contatti». Questa rete di link interni distribuisce l’autorevolezza SEO e guida il visitatore senza costringerlo a tornare al menu principale. La struttura del sito di Bertrand Barré illustra questo approccio, mostrando a colpo d’occhio tutte le pagine e la loro gerarchia.
Ogni pagina orfana è invisibile ai motori di ricerca. Prima di creare una nuova sezione, verificate che almeno altre due pagine del sito rimandino a essa.

Struttura del sito web: raggruppare in base alle intenzioni, non ai reparti interni
L’errore più comune nell’organizzazione di un sito professionale è ricalcare l’organigramma aziendale nella struttura del sito. I visitatori non conoscono i vostri reparti: cercano una risposta a un’esigenza specifica.
Categorie basate sulle domande dei visitatori
Raggruppate le pagine in base alle intenzioni di ricerca degli utenti. Una società di consulenza che offre servizi di selezione del personale, formazione e audit può strutturare il menu attorno a tre domande:
- Quali problemi risolvete? (pagine dei servizi, raggruppate in base alle esigenze dei clienti e non alle competenze interne)
- Come lavorate? (pagina dedicata al metodo, casi di studio, testimonianze)
- Come contattarvi o richiedere un preventivo? (pagina dei contatti, modulo, prenotazione di un appuntamento)
Organizzare i contenuti in base alle intenzioni riduce il numero di categorie nel menu principale. Un menu di navigazione con cinque o sei voci al massimo resta leggibile su dispositivi mobili e facilita la scelta dei visitatori.
Dare alle pagine nomi efficaci per la SEO
Il titolo di ogni pagina nell’architettura del sito diventa il suo URL, la voce di menu e spesso anche il tag title. Usate termini che i visitatori digitano davvero nei motori di ricerca. «Le nostre soluzioni» non dice nulla né a Google né a un potenziale cliente. «Audit energetico per aziende» o «Formazione manageriale a distanza» include le parole chiave cercate e descrive chiaramente il contenuto.
Il nome della pagina deve essere comprensibile anche fuori contesto, quando viene visualizzato da solo nei risultati di ricerca o in un link condiviso sui social network.
Accessibilità e consenso: due aspetti spesso trascurati nella struttura del sito
Con l’entrata in vigore della direttiva europea sull’accessibilità, i siti di e-commerce rivolti ai consumatori devono rendere accessibili i percorsi completi, non solo le pagine informative. Sono interessate le fasi di accesso, ricerca interna, compilazione dei moduli e pagamento. Sono previste eccezioni per alcune microimprese che forniscono servizi.
Per un sito professionale in fase di creazione o restyling, questo significa integrare i criteri di accessibilità nei modelli comuni fin dalla fase di definizione dell’architettura. Un pulsante del menu codificato male o un modulo di contatto non utilizzabile da tastiera compromettono l’intero percorso, a prescindere dalla qualità del resto della struttura.
Il link per gestire i cookie deve essere presente nella navigazione permanente, generalmente nel piè di pagina. In Francia, rifiutare i cookie di tracciamento deve essere semplice quanto accettarli e gli utenti devono poter modificare la propria scelta in qualsiasi momento. Prevedere questo accesso fin dalla progettazione evita di aggiungerlo in seguito in una posizione poco visibile.

Pagine indispensabili e pagine da evitare in un sito professionale
Molte aziende sono tentate di moltiplicare le pagine: una per ogni servizio, una per ogni membro del team, una per ogni città servita. Il risultato è una struttura del sito appesantita da pagine con pochi contenuti, che disperdono l’autorevolezza del dominio e complicano la navigazione.
Le pagine che vale la pena includere in un sito professionale classico:
- Home page, che indirizza alle categorie principali in due o tre clic
- Pagine di servizi o prodotti, raggruppate in base alle esigenze dei clienti e abbastanza approfondite da rispondere alle domande più frequenti
- Pagina «Chi siamo», che contribuisce a consolidare la credibilità dell’azienda
- Pagina dei contatti con un modulo accessibile e recapiti diretti
- Note legali e informativa sulla privacy, obbligatorie in Francia
Meglio accorpare le pagine brevi che moltiplicarle. Due servizi simili si presentano meglio in un’unica pagina completa che in due pagine di tre paragrafi ciascuna. I motori di ricerca premiano i contenuti approfonditi, che trattano un argomento in modo esaustivo.
Il blog nella struttura del sito
Un blog professionale contribuisce alla SEO se ogni articolo punta a una query specifica e rimanda alle pagine dei servizi pertinenti. Se collocato allo stesso livello delle categorie principali nella navigazione, resta facilmente accessibile senza aggiungere profondità. Un blog nascosto sotto due livelli di menu finisce per non ricevere più visite interne.
La frequenza di pubblicazione dipende dalle risorse disponibili. Un sito con tre articoli ben posizionati genera più traffico qualificato di un blog con cinquanta articoli senza una strategia di parole chiave. È preferibile una struttura del sito stabile, con poche pagine solide, a un’architettura instabile che cambia ogni mese.
L’organizzazione della struttura di un sito web professionale si definisce prima ancora di scrivere la prima riga di codice. Profondità limitata, contenuti raggruppati in base alle intenzioni, nomi orientati alla ricerca, percorsi accessibili e un numero contenuto di pagine costituiscono un modello valido per aziende di qualsiasi dimensione.



